Siamo in Piazza San Gregorio Magno, proprio dinanzi alla soglia della Chiesa Parrocchiale. Qui il brusio del mondo sottostante svanisce del tutto.
Fermatevi un istante e alzate lo sguardo oltre l’imponente muraglione della fortezza che vi sovrasta. Vedrete un particolare che sembra uscito da un racconto di altri tempi: un quadrante a sei ore, sormontato da una campana su cui spicca la figura di un’ape. È ciò che resta di un antico e raro orologio con movimento ad acqua. Lo scorrere del tempo scandito dal fluire continuo dell’acqua, almeno finché il suo cuore meccanico non venne trafugato in epoca napoleonica, lasciandoci oggi solo questo guscio immobile.
Costeggiando uno dei due massicci torrioni, nello slargo le eleganti facciate di Casa Latini e del Palazzo Scossa vi guardano con la nobiltà di chi ha visto passare le generazioni.
È giunto il momento di abbandonare queste altezze per tuffarci nuovamente nelle vene del centro storico. Riscendiamo per andare a riprendere l’Atrio di Sopra.
