Tappa 1 — Castel di Tora · Monte Navegna · Ascrea · Paganico Sabino
📍 15,1 km · 6h 20min · Dislivello +1.050m / -983m · Difficoltà: Media
Da Castel di Tora, uno dei Borghi più Belli d’Italia, si sale gradualmente di circa 1.000 metri (la tappa con più dislivello del Cammino) fino alla cima panoramica del Monte Navegna, la “Terrazza sui Due Laghi“, attraversando la Riserva Naturale omonima tra boschi, praterie e faggete, con animali al pascolo e l’aquila reale che volteggia sopra di noi, per poi scendere verso Ascrea e terminare nel borgo di Paganico Sabino, con tutto il percorso sempre affacciato sul Lago del Turano. Una tappa impegnativa ma scenografica, che segue quasi interamente il Sentiero Italia del CAI e ripagherà della fatica con vedute magnifiche.
Si parte da Castel di Tora con il lago scintillante alle spalle. Prima di salire, si fa sosta alla fontana di San Nicola per riempire le borracce (sarà l’ultima fonte per diversi chilometri).
Il percorso sale gradualmente attraverso boschi e pascoli, seguendo il Cammino Naturale dei Parchi, fino al valico di Fonte Raina (1.100 m), porta d’ingresso alla Riserva Naturale Navegna-Cervia e secondo punto acqua della tappa. Da qui lo sguardo raggiunge il borgo pastorale di Vallecupola, sospeso tra i boschi.
Quando si raggiungono i primi agriturismi, è possibile deviare per visitare la cascata delle Vallocchie (deviazione 800 m andata/ritorno). Si consiglia però di riservarla alla Tappa 6, che passa nello stesso punto in senso inverso.
Si continua lungo il sentiero 321 del Sentiero Italia CAI, tra faggete e praterie con cavalli e mucche al pascolo libero, fino alla vetta del Monte Navegna (1.508 m): la Terrazza sui Due Laghi. Il panorama spazia sul Lago del Turano e del Salto, fino al Terminillo, al Gran Sasso, al Velino. Un respiro largo che vale ogni passo della salita.
La discesa verso Ascrea scorre lungo il sentiero 323, con una sosta a Fonte le Forche (km 11, terzo punto acqua) e un passaggio vicino ai ruderi di Mirandella (pochi minuti di deviazione per un affaccio panoramico). Con un po’ di fortuna, sulla parete nord del Cervia si avvista l’aquila reale in volo.
A Fonte Raina è anche possibile fare una deviazione verso Vallecupola (2,5 km), il caratteristico borgo dei pastori arroccato tra i boschi della Riserva.
Ad Ascrea ci si ferma: bar, trattoria, belvedere sul lago. Poi si riprende in discesa attraverso i vicoli, verso la Gola dell’Obito, un’antica via di transumanza con un ponte romanico e una vecchia mola restaurata.
La tappa si conclude a Paganico Sabino, borgo arroccato e silenzioso. Vale la pena visitare la chiesa dell’Annunziata e il Belvedere della Rocca. Da non perdere la Mola di Paganico, antico mulino restaurato che oggi ospita nuove esperienze da scoprire sul posto. E per chi ama le tradizioni locali, chiedete in giro delle pantasime di Paganico Sabino.
Consigli pratici
- Parti presto: è la tappa più lunga e dislivellata del Cammino
- Punti acqua: fontana San Nicola (partenza), Fonte Raina (km 5), Fonte le Forche (km 11)
- A Castel di Tora la sera precedente: visita guidata a Borgo Antuni con Camminando Con, tour del lago in battello elettrico con Vivi Turano
- A Paganico chiedi di visitare la chiesa dell’Annunziata e il piccolo museo adiacente
- La deviazione per la cascata delle Vallocchie è consigliata durante la Tappa 6

