Una serata di teatro, musica e confronto civile ha animato il borgo, tra il racconto delle donne della Resistenza e l’impegno concreto del territorio contro la violenza di genere.
Collalto Sabino ha ospitato una serata che ha lasciato il segno. Lo spettacolo “Chiamateci Partigiane!”, portato in scena dalla Compagnia dei Merli Bianchi APS, ha intrecciato la memoria storica della Resistenza italiana con un tema quanto mai attuale: il rispetto e la dignità delle donne.
Uno spettacolo tra voce e violino
“Chiamateci Partigiane!” è un reading teatrale con musica dal vivo che racconta le donne della Resistenza attraverso il dialogo immaginario tra una nonna e sua nipote. Sul palco, Laura Margherita Di Marco con la voce e il corpo, Ludovica Trimarelli con il violino: insieme hanno dato forma a un racconto capace di far emergere un silenzio rimasto troppo a lungo sullo sfondo della storia, quello del contributo femminile alla lotta partigiana.
Il pubblico ha seguito lo spettacolo con attenzione e commozione, in un equilibrio delicato tra emozione e verità storica.
L’impegno del territorio contro la violenza di genere
Ad aprire la serata è stato la Sindaco di Collalto Sabino, Maria Pia Mercuri, che ha sottolineato come anche un piccolo centro possa avere un ruolo attivo su temi che riguardano l’intera comunità. Il Comune porta avanti da tempo un percorso di sensibilizzazione, formalizzato nel protocollo di intesa con la Prefettura di Rieti: un impegno concreto che colloca la violenza di genere non come questione lontana, ma come responsabilità condivisa a livello locale.
Nel dibattito finale è intervenuta Felicia Zulli, fondatrice del centro antiviolenza Dafne ETS, che ha affrontato con sensibilità le forme, spesso silenziose, in cui la violenza di genere si manifesta nelle relazioni quotidiane.
I primi risultati del progetto di Intreccio APS
Ha preso parte al confronto anche l’Associazione Giovanile Intreccio APS, che ha condiviso un primo resoconto del lavoro avviato sul territorio attraverso la distribuzione di questionari sulle relazioni sentimentali e amicali. I dati raccolti costituiranno la base di un percorso di sensibilizzazione che proseguirà nei prossimi mesi, coinvolgendo sempre più la comunità della Valle del Turano.
Una serata che lascia un segno
Una serata intensa, capace di dimostrare come la cultura, quando è autentica, non si limiti a intrattenere: illumina, interpella e può diventare il primo passo verso un cambiamento concreto.
L’evento si inserisce nel progetto “Borghi uniti per la rigenerazione culturale e sociale della Valle del Turano”, finanziato dall’Unione Europea (NextGenerationEU) tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e il Ministero della Cultura.
