Nella Valle del Turano prende vita Atipiche, la prima cooperativa tutta al femminile del territorio. Un progetto che unisce produzione alimentare, cultura del cibo e rigenerazione delle aree interne, scegliendo la fermentazione come pratica centrale e il legame con i borghi come orizzonte di sviluppo.
La cooperativa nasce dall’incontro tra tre donne con competenze complementari: gastronomia e fermentazione, agricoltura e filiere corte, comunicazione e cultura. Alla base c’è un’idea condivisa: offrire un’alternativa concreta a un’alimentazione sempre più dominata da cibi industriali e ultra-trasformati. L’obiettivo è rendere il cibo sano, sostenibile e più accessibile. Non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale e territoriale.
Ripartire dalla fermentazione
Negli ultimi anni si parla sempre più di salute intestinale e microbiota. Questo interesse, però, si accompagna spesso a una comunicazione confusa e a prodotti industriali presentati come “salutari”. Atipiche sceglie una strada diversa e riparte dalla fermentazione, una pratica antica che rispetta i tempi, le materie prime e i processi naturali.
Gli alimenti fermentati hanno benefici dimostrati sulla salute e un impatto ambientale contenuto. Permettono inoltre di trasformare ingredienti semplici e locali in cibi nutrienti e duraturi, senza additivi né processi industriali complessi.
Il laboratorio di Collalto Sabino e il progetto Borghi del Turano
Il cuore operativo della cooperativa sarà a Collalto Sabino (RI) presso l’ex-mensa pubblica di Collalto. Nel nuovo laboratorio verranno realizzate verdure fermentate, tempeh e bevande non pastorizzate.
Tutti i prodotti saranno ottenuti da ingredienti locali e di stagione. Accanto alla produzione, lo spazio ospiterà anche laboratori, corsi ed eventi gastronomici. L’obiettivo è avvicinare le persone ai cibi fermentati attraverso l’esperienza diretta, l’assaggio e la condivisione dei saperi.
La sede di Atipiche è stata realizzata grazie al progetto Borghi del Turano, che ha portato alla creazione del Laboratorio di trasformazione agroalimentare presso l’ex-mensa scolastica del comune. Un risultato importante, che dimostra come gli investimenti nei borghi possano generare lavoro, mobilità e nuove opportunità nelle aree interne. Spazi inutilizzati tornano così a essere luoghi vivi, produttivi e aperti alla comunità.
Firmata la convenzione con il Comune di Collalto Sabino
Un passaggio fondamentale è arrivato il 30 dicembre, con la firma della convenzione tra il Comune di Collalto Sabino e Atipiche. L’accordo prevede l’uso in comodato del laboratorio realizzato nell’ambito del progetto Borghi del Turano. Uno spazio che nasce con una chiara utilità sociale, oltre che produttiva. Il sindaco Maria Pia Mercuri ha definito il progetto «Un valore aggiunto per il Comune di Collalto Sabino». Secondo il primo cittadino, Atipiche ha la capacità di fare rete e di innescare nuove dinamiche sociali ed economiche sul territorio. Il sindaco ha inoltre espresso piena fiducia nelle socie della cooperativa. Un sostegno condiviso da tutta l’amministrazione comunale.
Le fondatrici di Atipiche
La cooperativa è fondata da Jusi Loreti, Erika Mariani e Megan Iacobini de Fazio.
- Jusi Loreti è redattrice e traduttrice esperta di gastronomia, oltre che cuoca specializzata in fermentazione.
- Erika Mariani è agrotecnica e lavora sui temi dell’agricoltura sociale e delle filiere corte.
- Megan Iacobini de Fazio è giornalista musicale e si occupa di tradizioni, identità e processi di trasformazione culturale.
La storia di Megan racconta bene il senso profondo di questo progetto. Nata a Roma e cresciuta tra i Castelli Romani, ha vissuto per anni all’estero – in Galles e in Kenya – prima di tornare in Italia e stabilirsi a Torpignattara. Lavorando da remoto come giornalista freelance, ha scelto consapevolmente di lasciare la città per avvicinarsi a una vita più lenta. La conoscenza della Valle del Turano, i legami nati a Collalto Sabino e l’incontro con realtà giovani e attive del territorio, come l’Associazione Intreccio, hanno reso naturale la decisione di costruire qui nuovi progetti, senza il timore dell’isolamento ma con un forte senso di appartenenza.
Un nuovo racconto per le aree interne
Atipiche si inserisce in un settore in crescita, quello degli alimenti fermentati e funzionali. Lo fa però con un approccio territoriale e relazionale. Il progetto guarda inizialmente al mercato romano e alle aree limitrofe. Allo stesso tempo opera nelle aree interne tra la Valle del Turano e la Marsica, territori segnati dallo spopolamento e dalla carenza di opportunità. Attraverso il cibo, Atipiche punta a creare legami, valorizzare i saperi tradizionali e costruire piccole filiere basate sulla collaborazione locale.
L’impatto che la cooperativa vuole generare è anche sociale. Creare occasioni di incontro, dare spazio e lavoro a donne e giovani, rafforzare il tessuto comunitario. A questo si affianca una forte attenzione ambientale.
Atipiche unisce produzione, educazione alimentare e cultura. Riporta la fermentazione al centro dell’alimentazione quotidiana e racconta il cibo come processo vivo e condiviso.
Un esempio concreto di come i Borghi del Turano possano tornare a essere spazi di innovazione, lavoro e relazioni, capaci di attrarre nuove energie e costruire futuro a partire dalle proprie radici.
