La Valle del Turano torna protagonista dell’archeologia pubblica
Dall’8 al 26 luglio 2026, la Valle del Turano si trasforma ancora una volta in un grande cantiere di archeologia pubblica. Torna infatti il progetto Turano Archaeo Survey, che dal suo esordio ha coinvolto studenti, ricercatori e comunità locali in un’esperienza condivisa di ricerca e scoperta del territorio.
Non un semplice survey archeologico ma un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Scavi, ricognizioni, laboratori didattici ed esplorazioni si intrecciano per raccontare la storia della valle a chi la vive ogni giorno e a chi la scopre per la prima volta.
Il progetto nasce grazie ai fondi del PNRR dedicati al rilancio e all’attrattività culturale dei piccoli borghi storici. Un finanziamento che, lo scorso anno, ha permesso di dare il via a tutto questo, su iniziativa dei tre Comuni promotori: Paganico Sabino, Castel di Tora e Collalto Sabino, che per primi hanno creduto nel valore culturale e turistico di un’indagine sistematica del territorio. È proprio grazie a quel nucleo iniziale di risorse se oggi Turano Archaeo Survey può continuare a crescere, allargarsi a nuovi territori e costruire le reti e le collaborazioni che caratterizzano questa edizione 2026. Un’iniziativa che si inserisce pienamente nel piano europeo NextGenerationEU gestito tramite Italiadomani e promosso dal Ministero della Cultura, uniti nello sforzo comune per la rigenerazione culturale e sociale della Valle del Turano.
Cosa succede durante la campagna 2026
Questa edizione porta con sé diverse novità rispetto agli anni precedenti. Il programma di ricerca si allarga a nuovi territori e a nuove collaborazioni. Per la prima volta il progetto guarda anche a contesti finora poco esplorati, come le diverse grotte presenti sul territorio.
Le attività sul campo sono condotte sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e la provincia di Rieti. La SABAP è, infatti, garanzia di rigore metodologico e di tutela del patrimonio archeologico di questo territorio e non solo.
Studenti da tutta Europa nella Valle del Turano
Anche quest’anno il progetto conferma la sua vocazione internazionale e formativa. Alla campagna partecipano gli studenti della Durham University (Regno Unito) e dell’Università di Roma Tor Vergata, consolidando due collaborazioni accademiche che negli anni hanno portato in valle decine di giovani ricercatori.
Prima dell’inizio ufficiale degli scavi, i partecipanti sono stati accompagnati alla scoperta del territorio: siti storici, tradizioni locali e paesaggi che raccontano da soli il potenziale culturale e turistico della Valle del Turano.
Una rete di partner sempre più ampia
La campagna 2026 è resa possibile da una rete di collaborazioni che cresce di anno in anno, unendo mondo accademico, istituzioni locali e realtà del territorio:
Enti scientifici e universitari Università di Roma Tor Vergata, Durham University, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti (SABAP RM-RI).
Comuni della Valle del Turano Paganico Sabino, Castel di Tora, Collalto Sabino, Rocca Sinibalda, Colle di Tora, Turania.
Associazioni e realtà locali RI Attivati – Cultura in movimento, Intreccio Valle del Turano, Amici di Posticciola APS, Università Agraria di Colle di Tora.
Competenze tecniche e specialistiche Fly Drone Paganico Sabino, Shaka Zulu Club Subiaco – Speleologia & Arrampicata, Gruppo Speleo Archeologico Vespertilio, Poleis Cooperativa Archeologica.
Un ecosistema di competenze diverse — archeologia, speleologia, ripresa aerea, arrampicata, gestione agraria del territorio — che riflette bene la natura multidisciplinare del progetto, ormai capace di muoversi tra necropoli, grotte e paesaggi agricoli con lo stesso approccio scientifico.
Le novità in arrivo: Wikipedia e l’intelligenza artificiale
Il 2026 porta con sé anche due collaborazioni inedite, che verranno presentate nel dettaglio nelle prossime settimane.
La prima riguarda una collaborazione con Wikipedia, pensata per rendere ancora più accessibile e diffusa la conoscenza del patrimonio archeologico della Valle del Turano.
La seconda è Sibilia, una nuova applicazione basata sull’intelligenza artificiale che accompagnerà il pubblico alla scoperta del territorio in un modo del tutto nuovo.
Per entrambe le novità, appuntamento ai prossimi aggiornamenti: il Turano Archaeo Survey continua a crescere, e c’è ancora molto da raccontare.
Perché seguire il Turano Archaeo Survey
Il progetto è ormai un punto di riferimento per l’archeologia pubblica in Italia centrale. Unisce ricerca universitaria, tutela del patrimonio e coinvolgimento diretto degli abitanti della valle. Ogni campagna aggiunge un tassello alla conoscenza del territorio, rendendo visibile una storia che altrimenti resterebbe sepolta sotto i piedi di chi lo attraversa ogni giorno.
Per restare aggiornati su scavi, laboratori e appuntamenti pubblici, è possibile seguire i canali social del progetto, dove ogni novità viene raccontata giorno per giorno.
